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Back to town

Or just because you feel you don’t belong to any place.

Or just because you feel you don’t belong to any place.

Non alle rose, non ai fiori

L’eccitazione di lasciarsi dietro lo stressante carrozzone circense italiano ha il suo retro della medaglia. Ti porta a schiumare confronti improponibili nei primi mesi di espatrio, e a meno che tu non sia emigrato su Venere o sulla Luna, ti ritroverai per un po’ a spuntare le foglie della tua margherita, cogliendo tutti i pro della scelta appena fatta.

Un gesto piuttosto naturale e istintivo.

Poi tornano a galla le motivazioni razionali. Ma soprattutto quelle istintive. Personalmente non mi sono tornate istanze di ritorno, a prescindere dalla forte mancanza affettiva legata alle persone che ho lasciato (e che comunque posso tornare a trovare o che posso accogliere a Londra). A parte le persone e i loro legami, non c’e’ un singolo aspetto della mia precedente vita in Italia che mi manchi. Probabile che alcuni salteranno fuori con il tempo, non e’ questo che e’ tornato a galla.

Le motivazioni razionali, e soprattutto quelle istintive.

Con una semplice metafora, che molte persone sentiranno con facilita’ in quanto esperienza diffusa, si tratta di rimettere sulla bilancia le sensazioni di cosa volevi quando sei emigrato, quando hai pensato okay, me ne vado sul serio. E allora questa e’ la vicenda: incontri una persona e questa ti piace, molto. La conosci un po’ meglio, ma non troppo perche’ il tempo corre veloce, eppure ti piace, senti che ti piace. Cosi’ decidi okay, ci devo provare, la penso sempre, ho voglia di sentirla, esco con lei, le parlo, una cosa tira l’altra.

Una cosa tira l’altra.

Intanto pero’ non smetti di pensare alla persona che invece ti era passata vicino l’anno scorso, l’avevi solo sfiorata e ti aveva fatto provare qualcosa di eccezionalmente forte, impulsivo, profondo. Ed eri rimasto a guardarla ammirato e fondamentalmente innamorato. Forse un colpo di fulmine, che non hai approfondito, ma quello era.

Ricordi il calore dell’innamoramento ma oggi c’e’ la persona che ti piace, che ti interessa, che e’ intelligente e affascinante. E finisce che scegli di non rischiare e frequenti questa. Cercare la prima, di cui ti eri perso, era faticoso, complicato, in un certo senso anche pieno di incognite. Invece oggi hai trovato una intelligente e affascinante, e ti sembra anche facile che si possa trasformare in altro.

Una cosa tira l’altra.

L’inviti a cena, parli, le guardi la bocca, parla bene, ti porta nel suo mondo, che e’ facile, morbido, profumato. Un tappeto pulito su cui stenderti e mollare quello che non sopportavi piu’ del tuo passato.

E passano i mesi, fai confronti improponibili e ti convinci con facilita’ che la scelta era okay. Tutto spianato, tutto liscio. No complicazioni.

Poi capita qualcosa, una cosa qualsiasi come qualcosa che spezza completamente questa scelta, questo facile atterraggio. Ieri era tutto liscio e domani e’ tutto ruvido. Ci pensi sul serio e ti rendi conto che la persona affascinante e intelligente non ti ha mai davvero eccitato. Non ti ha mai davvero toccato le corde profonde. Non ti sei mai innamorato di lei.

E questo ti ricordi quando ti svegli dopo nove mesi. Non ti sei innamorato e anche se non hai perso tempo (o forse qualcosa hai perso) perche’ hai fatto un’esperienza importante, torni a pensare che sei uno che ha rinunciato a una strada difficile con un’altra che al volo, dopo un’ora, ti aveva fatto suonare tutte le corde possibili. Una che ti ha fatto vivere al cento per cento emozioni sedimentate - per diversi motivi - nel tuo io piu’ recondito.

E ti sei portato dietro tutte le tue cose. E stai pagando l’affitto piu’ costoso che tu abbia mai visto. Conosciuto bellissime persone. E di nuovo la scelta: resti in questa citta’ affascinante e intelligente e stavolta cerchi di fare qualcosa di serio e costruito e pensato da te, te medesimo, oppure riprovi a guardare l’altra?

Ho le palle girate, ma girano nel verso giusto, le idee fioccano, le telefonate anche. Non mi fanno paura gli inglesi al telefono, perche’ non mi fanno voglia. Mi piacciono, belle persone, bella civilta’ anche con i loro difetti, storia affascinante. Eppure non posso scappare a lungo dall’unico luogo al mondo che mi ha fatto vibrare in tredici ottavi come fosse un normale blues, sempre stato li’, sempre suonato.

Hey You mi piace, si’, ma ho sempre amato In the Flesh, che mi fa saltare sulla sedia.

ryansphotos:

A Coca-Cola vending machine in the Stasi headquarters in Berlin.

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A Coca-Cola vending machine in the Stasi headquarters in Berlin.